OmmediLàbora

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art&photography based in Genoa and Lille

twitter.com/StudioLabora:

    Zerli | IT
Canon AE-1 • Rollei CN200

    Zerli | IT

    Canon AE-1 • Rollei CN200

    — 6 mesi fa con 3 note
    #canon ae-1  #Rollei CN200  #photographers on tumblr 
    Milan | IT
Camera Pentax ME - Film Ilford Fp4+

    Milan | IT

    Camera Pentax ME - Film Ilford Fp4+

    — 6 mesi fa con 7 note
    #Pentax Me Super  #ilford  #photographers on tumblr  #milan  #unicredit tower 

    totemwedding:

    Analogue Wedding • Double Exposure 

    Mamiya RB67 • Rollei Retro 80s

    — 7 mesi fa con 5 note
    Làbora faceva già cacca da tutti i tubi.

    Rischiando di essere ripetitivi, spammatori di notizie funeste, ci preme far sapere. Ci preme non dimenticare che l’ennesima attività ha abbandonato la piazza nell’indifferenza totale dell’istituzione assopita, negli uffici comunali stantii e logori, dove classi dirigenziali e non giocano ancora a solitario su Windows 95 e si mandano fax che poi perderanno, implorando tra una scaccolata e l’altra fino alla fine del servizio, mezzogiorno.

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    Sembrerà strano ma anche ai piani alti dello stesso edificio in cui tu hai lo studio a piano strada si allagano, e si allagano ad ogni ora, ma soprattutto di notte, una qualunque notte di un qualunque dicembre 2013. Sembrerà strano ma le servitù sono fatte così, loro si allagano e tu corri.

    Si vorrebbe ribadire che quindi la crisi è solo una conseguenza diretta e come tale non è causa della chiusura (quasi cit.). La causa andiamola a ricercare tra i piani - alti e bassi - di Via di Francia, 1.

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    Tra quelli che hanno messo tubi delle fogne e del gas passanti i locali commerciali, ad esempio.

    Ma del resto come Làbora andiamo a ricercare anche Books in the Casba di via Pre, l’ottica Sessarego, Disco Club di Piazza dei Truogoli (ma c’era Disco Club in Piazza dei Truogoli? ecco appunto). Facile la crisi, sarebbe troppo facile. Bhe, ma la zona, eh si, facile la zona. Bhe ma anche le attività. Se però chiudono tutte forse forse qualcosa sotto c’è. D’altra parte la fotografia la fa pure lo zio (e secondo me la fa anche meglio) e i libri, le librerie chiudono anche a Parigi. 

    Merda, comunque è vero. Ma allora se già lo sapevamo, se già lo sapevate che non avrebbe funzionato, perché abbiamo speso tutti quei soldi?

    — 7 mesi fa
    #labora  #laboraadieu  #piazzatruogoli  #urbanlab  #urban2 
    olaf-project:

Vi abbiamo postato le istruzioni per la Mini, ma solo perché abbiamo anche la Maxi.
Segui #olafproject

The Giant Camera made in Genoa | IT

    olaf-project:

    Vi abbiamo postato le istruzioni per la Mini, ma solo perché abbiamo anche la Maxi.

    Segui #olafproject

    The Giant Camera made in Genoa | IT

    — 7 mesi fa con 2 note
    #olaf  #olafproject  #totemcollective  #totem collective studio 



    Làbora Adieu?

    E se Piazza dei Truogoli fosse stato solo un sogno?

    Quando non si è una multinazionale del tabacco, una squadra di calcio, un pilota salvabambine, un capo di stato fratturato, un ex capo, oppure una grande catena di vestiario fatto di cartone del Bangladesh che lascia il posto ai “cinesi”, si tende a vivere la propria fine nell’oblio e nell’anonimato. Tuttavia nulla muore, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Come anche i più distratti si saranno accorti passando per Piazza dei Truogoli, ammesso che qualcuno di voi ci passi ancora, lo spazio Làbora ha cessato di esistere.

    In che senso? Ha chiuso. 
    Perché? I più grideranno alla Crisi.
    Siete tra loro? Non tutti siamo perfetti.

     



    Riassunto in prima persona:

    “ho assistito a qualche rissa, partecipato anche ad una di queste, mi sono barricato all’interno del locale con un cliente mentre due forzuti&ordinati in borghese utilizzavano come pungiball un ragazzo sudafricano schiacciandogli il viso contro la mia porta vetri; sono stato oggetto di un’aggressione, due furti; ho raccolto 15 piccioni morti, uno semimorente, 5 topattoli, un numero non bene precisato di merde, e vi posso assicurare che da quelle di piazza dei truogoli non sono mai nati dei fiori.

    Ho spazzato la piazza, pulito il quartiere, fatto lo sbirro, lo spazzino, l’operatore ecologico e qualsiasi altro tipo di operatore e di opera. Ho iniziato a pensare che l’unica mia opera fosse quella buona a titolo gratuito. Poi l’Inps, l’Inail, l’Arte, l’Aster, l’Ulster, il Welfar e i Wurstel mi hanno svegliato.

    Mi si è allagato il locale una volta - di popò, ai piani alti andavano molto; hanno sventrato lo stesso locale perchè i medesimi inquilini a capodanno buttano le cose vecchie fuori dalla finestra e pure dentro al lavello. Sono entrati tre volte nei locali per ripulire i tubi di scarico - che attraversano in due l’ex Làbora - dai cocci dei piatti, dal sapone (ammesso che lo utilizzassero), dai mattoni, dai merdoni, dai peli e capelli diventati ormai peluches della Trudi. Qualcuno ha disperso la suocera. Qualcuno ci ha infilato la cocaina. 
    Noi invece abbiamo utilizzato la coccoina per affiggere, incollare, impiastrare e appicciccare quello che il Comune doveva almeno solo stampare: la comunicazione per sensibilizzare tutti Voi. Ma si sa, mal Comune, tanto gaudio. Di tanti soldi, solo i sogni sono rimasti a noi.

    E sono stati solo cinque anni.

    Di questi cinque anni mi rimangono i ricordi, i visi della gente conosciuta, i nuovi amici, i pochi passanti, e due chiazze ampie e spaziose sulla fronte, che scoperte, si abbronzano sempre ad ogni inizio di primavera.”

     

    Come sempre però non ci possiamo dimenticare degli “amici”, e bisogna ringraziare le persone, nella buona e nella cattiva sorte. Grazie Dott. Marini, grazie Dott. Folli, che con le vostre non idee, al pari di quelle dell’Ingegner Cane, rimarrete nella storia e nella mia triste memoria. Ringraziare tutti è difficile, mi limito a concedermi in un ulteriore grazie al Patrimonio e agli Uffici dello Sviluppo, a Genova bloccatosi probabilmente nell’età puberale.

     



    Abbiamo investito risorse personali, ma appunto nulla si distrugge, tutto si trasforma. Innanzitutto le idee, quelle sono dure da abbandonare; quindi persistono. Sono dure da cambiare, nella buona e nella cattiva sorte. Mutano i sistemi, le persone, quando queste sono condivise. Ma condividere le proprie idee è un po’ come condividere una parte di se stessi, bisogna essere grandi per farlo.

    Ma quindi, che fine hanno fatto queste idee? Verso la fine [magari] di questa triste storia ci si accorge che oltretutto, altrove, c’è un mondo e gira. E indipendentemente da te, gira. Anzi. Più te stai fermo, più lui gira. Un calcio in culo alla solita mentalità, ci si incontra, diverse realtà per costruire un qualcosa di più grande di Làbora, ma in grado di condividerne e contenerne le idee: il Totem Collective Studio. Certo, quando si vuole costruire una realtà, l’identità è difficile da far maturare, e non sembra mai abbastanza adulta per uscire fuori, in mezzo alla strada, tra i colpi incrociati della lotta tra famiglie, dove tutti pensano agli affari loro, ma appartengono ad un gruppo.  

    Nasce così Totem, nel delirio di ogni entità giovane. Un luogo dove ci si incontra per lavorare, per imparare e accrescere, definibile in epoca contemporanea in svariati modi: coworking, studio, collettivo - come lo si preferisce insomma.

    Un luogo di incontro a 360°, in cui non si vuole essere la strada maestra, ma il fulcro, perché utilizzando le parole di un grandissimo mentore “nessuno ci ha ordinato di fare fotografia, quindi perchè non farla bene?”. Da qui parte il mondo Totem.
    L’area professionale, l’area associativa, i vari blog, i corsi e i workshop. Un gruppo di persone deve essere un sistema strutturato che ruota attorno ad un oggetto comune, ma che non si deve limitare ad andare in un’unica direzione: il nostro oggetto è l’immagine, la fotografia fatta bene.

    Cmq si, lo spazio Làbora in Piazza dei Truogoli di Santa Brigida ha definitivamente chiuso.

    — 8 mesi fa
    #làboraadieu  #totemcollectivestudio  #comune genova  #urbanlab  #incubatorediimprese 

    olaf-project:

    Dalle fotografie scattate dall’interno di Ölaf, la macchina fotografica gigante, le illustrazioni di Letizia Iannaccone e Alessandro Ripane.

    Teatro Altrove della Maddalena | Genova | IT

    — 8 mesi fa con 5 note
    Camera Pentax MEs - Film Kodak Portra 160
Paris | Fr

    Camera Pentax MEs - Film Kodak Portra 160

    Paris | Fr

    — 9 mesi fa con 2 note
    #photographer on tumblr  #Pentax Me Super  #kodak portra 160  #paris